I famosi funghetti allucinogeni, uno dei prodotti tipici e d’interesse turistico dell’Olanda, potranno entrare nella lista dell droghe proibite. Questo è quanto ha annunciato il Ministro della Salute e di Giustizia del partito democristiano olandese, a seguito di alcuni incidenti causati appunto dal consumo di queste droghe. Già da tempo erano state proibite la produzione e la vendita dei funghi allucinegeni essiccati, ma non di quelli “freschi”. I venditori che veranno colpiti dal divieto minacciano l’introduzione sul mercato di sostanze allucinogene ancora più potenti o nuove forme contrabbando “micologico”.
“Ciò che il governo non capisce è che il mercato di questo tipo di sostanze, non sparirà con il divieo, ma si sposterà altrove”, ha spiegato Freddy Schapp, uno dei responsabili dell’associazione dei “coffee shop” VLOS. La proposta del partito democratico è nata da fatti di cronaca concreti. Pochi giorni fa una ragazza si è lanciata da uno dei ponti di Amsterdam dopo aver mangiato funghi allucinogeni, ed è solo uno dei numerosi casi di turisti soccorsi a causa degli effetti collaterali di queste sostanze.Ovviamente sono molte le proteste, anche forti, che arrivano soprattutto da parte dei giovani: “E’ incredibile come un governo che si dice cattolico possa proibire questi funghi creati apposta per Dio”, ha affermato Martijn, un ragazzo di 21 anni. Tuttavia ha aggiunto di usare ancora solo la cannabis!
Il Social network analysis [SNA] è l’analisi e la misurazione delle relazioni e dei flussi che si instaurano tra persone, gruppi, organizzazioni, cumputers, siti web e altri processi di scambio di informazioni e conoscenze. La rete delle relazioni stabilite (social network) è formata da nodi rappresentanti PERSONE e GRUPPI e linee rappresentanti le relazioni stabilite. Le dimensioni di una vera rete sociale, secondo la “regola dei 150″, sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato grazie a studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio standard.
La SNA provvede ad un’analisi sia matematica che visuale delle relazioni umane. Gli studi in questo campo sono oggi utilissimi per i consulenti manageriali nella gestione di reti di imprese e di affari (ONA=organiztional network analysis) ma anche nei settori di internet. I siti che permettono il social networking sono ormai diffusissimi e si basano proprio sui concetti ricavati dalla SNA.
I ricercatori della SNA misurano l’attività e l’importanza dei nodi in una rete basandosi sui “gradi di separazione”, cioè sul numero di connessioni dirette che ogni nodo possiede. Inoltre gli studiosi osservano anche la centralità di ogni “attore sociale” relazionata alla sua importanza nella rete.
THEORY OF SIX DEGREES OF SEPARATION
Ognuno sul pianeta può essere connesso con altri, secondo una catena che non ha più di 5 intermediari.
La teoria fu proposta per la prima volta da uno scrittore ungherese nel 1929, Frigyes Karinthy, nel suo breve racconto ”Chains”. Negli anni ‘50 Ithiel de Sola Pool (MIT) e Manfred Kochen (IBM) cercarono una dimostrazione matematica ma riuscirono, dopo 20 anni, solo a formulare una domanda matematicamente corretta: ”Dato un sistema N di persone, qual’è la probabilità che ogni membro di N è connesso con un altro dello stesso sistema attraverso k1, k2, k3,…kn collegamenti?”.
Solo nel 1967, un sociologo americano, Stanley Milgram, risolse quello che lui chiamò “the small-world problem.” Scelse delle persone a caso spedendo loro dei pacchetti postali e chiedendo di rispedirli a persone di conoscenza. Queste, a loro volta, dovevano fare altrettanto. I partecipanti estesero così la catena fino ad incudervi almeno 100 intermediari. Tuttavia Milgram vide che il numero di intermediari prima di ricevere un pacchetto variava da 2 a 10, ma il numero più comune era 5. Le sue scoperte furono infine pubblicate su Psychology Today e ispirarono la frase ”six degrees of separation.”
Le sue osservazioni spiegano anche perchè gli scherzi, le informazioni e le barzellette viaggiano così rapidamente. D’altra parte…a quante persone inviamo una stessa mail??
Chiara Badia
Tratto da ”IL CORRIERE DELLA SERA“:
Un esperimento condotto da ricercatori della Columbia University
Confermata la teoria dei sei gradi di separazione
La ricerca ha coinvolto oltre 61 mila persone in 166 nazioni. E ora si cercano nuovi volontari per studi più approfonditi
WASHINGTON - Ha trovato riscontro pratico la teoria dei «sei gradi di separazione», ossia il fatto che su Internet una persona sconosciuta può essere rintracciata attraverso solo sei passaggi tramite il «passaparola». Da questa teoria, finora mai dimostrata, nel 1993 venne trovato lo spunto per un famoso film intitolato infatti «Sei gradi di separazione».ESPERIMENTO - Un esperimento, in cui agli utenti della Rete è stato chiesto di andare alla ricerca di diciotto persone sconosciute di tredici nazioni utilizzando solo le loro connessioni online, ha dimostrato che in media sono bastati dai cinque ai sette passaggi per arrivare a destinazione, chiedendo ad amici e conoscenze. I risultati dell’esperimento, a cui hanno partecipato 61.168 internauti di 166 Paesi, sono stati pubblicati sulla rivista «Science» da una squadra di ricercatori della Columbia University guidati da Peter Sheridan Dodds. Agli utenti è stato chiesto di riuscire a rintracciare una delle 18 persone scelte tra cui un ispettore in Estonia, un consulente tecnologico in India, un poliziotto in Australia e un veterinario in Norvegia. In media ci sono voluti dai cinque ai sette passaggi per arrivare alla meta.
I ricercatori sono stati in grado di ricostruire nei dettagli 24.163 catene di messaggi, di cui 384 erano riuscite a raggiungere l’obiettivo richiesto.TEORIA DEL 1967 – L’idea dei sei gradi di separazione è nata nel 1967 grazie a un esperimento del sociologo Stanley Milgram, che verifico comeun gruppo di volontari nel Nebraska e nel Kansas fossero in grado di venire a contratto con sconosciuti nel Massachusetts impiegando solo la loro rete di amici e conoscenze. Applicazioni importanti di una simile teoria si possono fare nel campo della diffusione delle malattie, dato che la conoscenza della rete dei contatti permette di individuare le persone che possono trasmettere la malattia da un gruppo a un altro.
Dodds e i suoi colleghi hanno intenzione di eseguire ulteriori analisi sulla teoria, e cercano volontari: chi vuole partecipare può iscriversi al sito http://smallworld.columbia.edu
da BBC news del 31.10.2007
Google opens up social networking
Developers will have wider distribution for their widgets
Google has launched a system that will allow developers to create applications for a variety of social networks.Developers currently have to customise their designs for a particular site with many partnering with the hugely popular Facebook.
Google’s OpenSocial system will allow a wider distribution for tools like Facebook’s music recommendation service iLike and its Top Friends application.
It has long been reported that Google has big ambitions in social networking.
Last week it missed out on the chance to buy a stake in Facebook with the founders choosing instead to do a deal with Microsoft.
“Facebook-fear”
Google said that around a dozen social network partners had signed up to the system, including business site LinkedIn, Friendster and Google’s own social network Orkut.
Developers already onboard include Flixster, iLike and RockYou.
Unlike Facebook, OpenSocial allows developers to write in normal javascript and html with only minor adjustments needed for the code to work on its platform.
According to blog TechCrunch the plan is likely to be a big hit with developers as well as Facebook’s rivals.
“Developers have been complaining non stop about the costs of learning yet another markup language for every new social network platform, and taking developer time in creating and maintaining the code,” wrote TechCrunch’s Michael Arrington.
He is impressed by the number of social networks that have signed up so far.
“Facebook-fear has clearly driven good partners to side with Google,” he wrote.
Technology writer Om Malik observed: “OpenSocial attacks Facebook where it is the weakest (and the strongest): its quintessential closed nature.”
da BBC News del 23-11-2007
Young warned over social websites
An ICO website aims to help young people protect personal details
Millions of young people could damage their future careers with the details about themselves they post on social networking websites, a watchdog warns. The Information Commissioner’s Office found more than half of those asked made most of their information public.
Some 71% of 2,000 14 to 21-year-olds said they would not want colleges or employers to do a web search on them before they had removed some material.
The commission said the young needed to be aware of their electronic footprint.
Vetting tool
The ICO also said young people could be putting themselves at risk of identity fraud because of the material they post on social networks such as Facebook and MySpace.
The cost to a person’s future can be very high if something undesirable is found
David Smith
Information Commissioner’s Office
The data regulator’s survey found that two thirds of those questioned accepted as friends on such websites people they did not even know.
Some 60% posted their date of birth, a quarter put their job title and almost one in 10 gave their home address.
ICO deputy commissioner David Smith said: “Many young people are posting content online without thinking about the electronic footprint they leave behind.
“The cost to a person’s future can be very high if something undesirable is found by the increasing number of education institutions and employers using the internet as a tool to vet potential students or employees.”
‘Wise up’
The survey found 95% were concerned about their details being passed on to advertisers or other websites.
There were 54% who cared “a lot” about how their personal information was used.
Mr Smith said: “This shows that when young people are made aware that their details could be being passed between parties – legitimate or unscrupulous – they are worried.
“We have to help teenagers wise up to every aspect of the internet age they’re living in. It may be fun but unfortunately it is not the safe space many think it is.”
The ICO has launched a new website to help young people understand their information rights.
Vladuz: questo è il nome dell’hacker che dalla Romania sta diffondendo preoccupazioni tra gli amministratori e gli utenti del sito di e-commerce più conosciuto.
Dall’inizio del 2007 eBay sta cercando chi è l’hacker in grado di intercettare e ascoltare le chiamate telefoniche e gli scambi effettuati sul sito. Ma Vladuz è stato bravissimo a coprire le tracce, utilizzando per i suoi “hack” Gmail da vari computer remoti. Non è la prima volta che l’hacker porta scompiglio nel sito. All’inizio dell’anno era riuscito a scoprire e a diffondere sul forum di eBay tutti i dati personali (carta di credito, password e username) di 1.200 utenti. Inoltre l’hacker ha contatti con hacker cinesi ai quali ha mandato a sapere: ”Non sono un samaritano. Lo faccio per soldi”, come se volesse vendere la sua capacità di causare problemi al sistema ad altri hacker. “Ora sappiamo l’identità dell’hacker. Le autorità rumene e la security americana provvederanno a fermarlo – ha rassicurato l’amministratore eBay, Meg Whitman – Il nostro sito centrale è ed è stato comunque sempre sicuro”.
Rimane solo una preoccupante domanda. Quanto è protetto eBay, il sito più usato per ogni tipo di compravendita quotidiana, dal lato oscuro di internet?
Il primo satellite lunare cinese “Chang’e 1″ è stato lanciato alle 18.00 (ore locali) dal Xichang Centre nel sud-ovest della provincia di Sichuan. E’ il primo passo che compie la Cina nella sua corsa per la conquista dello spazio, insieme al Giappone e all’India. La nuova super potenza infatti spera di mandare un proprio cittadino sulla luna entro il 2020. Il satellite, che ha preso il nome dalla divinità cinese che volò sulla Luna, entrerà in orbita nel mese di Novembre e presto invierà a terra le foto della superficie lunare.
Un unico gene potrebbe essere il responsabile dell’infertilità nell’uomo. Agendo sulla fase finale di formazione delle cellule spermatiche. Questo è quanto avrebbero osservato in laboratorio i ricercatori dell’ Università della Carolina. La ricerca presentata dall’ Howard Hughes Medical Institute e dai National Institutes of Health, ha mostrato che i topi che possiedono il “gene della sterilità” hanno una produzione di sperma maturo molto minore rispetto alla media e in quella piccola quantità sono state riscontrate notevoli anomalie nella forma degli spermatozoi . Il gene in oggetto è normalmente impiegato nei processi di “impacchettamento” del Dna, ma esisterebbe dunque una mutazione, come quella riscontrata nei topi, che causerebbe problemi nella spermiogenesi. Gli studiosi hanno dunque sospettato l’esistenza di una relazione analoga con l’infertilità dell’uomo. “Ciò che abbiamo osservato potrebbe avere in futuro riscontri per nuovi trattamenti contro l’infertilità”, ha detto Yi Zhang biochimico e biofisico dell’Università della Carolina.
I pesci non hanno le palpebre, ma dormono. E a volte soffrono d’insonnia. A dirlo sono gli scienziati della Stanford University School of Medicine dopo aver osservato in alcuni pesci zebra un gene che interrompe e disturba il sonno, proprio come spesso accade nell’insonnia di noi umani. La scoperta, pubblicata sul Journal of Science-Biology, è stata fatta durante gli studi sui disturbi umani nel sonno. Sembra dunque che il comune pesciolino degli acquari domestici, se in possesso del gene mutante, dorme il 30 per cento in meno dei pesci che non lo possiedono. , ha affermato che “E’ una scoperta importante che permette di proseguire i nostri studi nella speranza di conoscere quali sono le molecole e le connesioni cerebrali che permettono di dormire più o meno a lungo”, ha affermato Emmanuel Mignot, responsabile della ricerca.
Dunque è proprio vero il detto popolare…chi dorme non piglia pesci!