Dalla buccia delle arachidi arriva l’esempio di come uno dei maggiori prodotti di scarto delle industrie alimentari potrebbe combattere l’inquinamento nelle acque. Secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of
Environment and Pollution dagli studiosi del dipartimento di ingegneria ambientale del’Università di Mersin, in Turchia, sembra infatti che l’acqua di scarico inquinata dagli ioni rame potrebbe essere risanata utilizzando la buccia delle arachidi. Il rame è in effetti presente in tracce in molti organismi viventi, ma a livelli più alti può diventare nocivo o letale e mettere in pericolo gli ecosistemi marini se viene scaricato nelle acque. Tuttavia sono molte le industrie che come residuo producono e rilasciano nell’ambiente ioni rame, per esempio quelle del legno, della carta e dei fertilizzanti. Generalmente vengono usati vari processi sofisticati per rimuovere o filtrare queste sostanze e, solo ultimamente, si stanno cercado soluzioni e materali innovativi per raggiungere lo stesso scopo con minore difficoltà. La scoperta dei ricercatori turchi potrebbe rivelarsi molto importante. Infatti durante i loro studi, eseguiti su acque di scarico in condizioni varie di temperatura, flusso, acidità e concentrazione di rame iniziale, gli scienziati hano osservato che le bucce di arachidi immerse riescono a assorbire fino al 95% delle sostanze ritenute tossiche. Ovviamente maggiore è il tempo in cui le bucce sono immerse e maggiore è la capacità di assorbimento. L’avreste mai detto che le noccioline potevano rivelarsi così buone anche per l’ambiente?
Chiara Badia
Fonte: International Journal of Environment and Pollution
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