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Entries from March 2008

ECCO LA VOCE PIU’ ANTICA CHE SIA MAI STATA REGISTRATA

March 28, 2008 · Leave a Comment

 Il primo caso di registrazione audio nella storia dell’uomo, è una canzone popolare phonoautographfrancese, “Au claire de la lune”, cantata da una donna il 9 aprile del 1860. Incisa grazie al fonoautografo inventato dal francese Edouard-Leon Scott de Martinville, per la prima volta è stato possibile ascoltarla dopo 150 anni. La registrazione, trovata a Parigi da David Giovannoni, storico del suono dellla FIRST SOUNDS, è stata “digitalizzata” da scienziati e studiosi del suono della presso il Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL) in California. “E’ stato magico, etereo poter ascoltare per la prima volta questa voce”, ha affermato Giovannoni.

Ascoltatela anche voi! http://news.bbc.co.uk/player/nol/newsid_7310000/newsid_7318200/7318205.stm?bw=bb&mp=wm&asb=1&news=1&bbcws=1

Chiara Badia

Fonte: BBC news

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MAKE-UP PER…NEANDERTHALIANI!

March 27, 2008 · Leave a Comment

Proprio così. Anche loro usavano il trucco. Almeno questo è quello che ha affermato Francesco d’Errico, archeologo dell’università di Bordeaux in Francia, osservando alcuni resti grumosi di pigmenti colorati ritrovati assieme alla collega Marie Soressi del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology in Leipzig, Germania. Nei pressi di Pech de l’Azé, in Francia, sarebbero stati infatti ritrovati centinaia di blocchetti di pigmenti di manganese, di colore nero, simili a quelli riscontrati in altri 39 siti, sempre in Europa. Secondo d’Errico, infatti, questi ominidi avrebbero avuto una pelle chiara, perciò potrebbero aver usato questi colori scuri per renderla simile a quella degli animali. Sembra inoltre che venissero usati anche per disegnare segni e simboli sul corpo. “Questa rudimentale “body art” è una forma di comunicazione, che implica la presenza del linguaggio e la capacità di parlare negli uomini di Neanderthal”, ha affermato d’Errico, durante la scorsa Seventh Evolution of Language Conference a Barcellona.

Chiara Badia

Fonte: New Scientist

                                                           

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Cogito ergo…”AUDEO” !!

March 12, 2008 · 1 Comment

Fare una chiamata “voiceless” al cellulare, cioè senza parlare. Il nuovo collare, ideato dalla Texas Instruments, sembra poter tradurre i nostri segnali nervosi in parole. Senza l’uso delle corde vocali! Con un po’ di pratica, ognuno potrebbe mandare dei segnali nervosi, frutto del pensiero, alle proprie corde vocali, senza però emettere nessun suono. La nuova invenzione, chiamata “Audeo”, riuscirebbe dunque a captare questi segnali inviandoli, con una connessione wireless, ad un computer capace di convertirli in parole pronunciate da una voce computerizzata. Inizialmente questo dispositivo era stato pensato per poter comandare vocalmente le sedie a rotelle dei diversamente abili. Ma potrebbe rivelarsi utile per altre situazioni, per esempio per parlare in pubblico. Infatti, con il collare è possibile modulare il volume con il quale si vuole trasmettere un messaggio vocale, usando toni alti o bassi. Inoltre sarebbe vantaggioso per le persone non in grado di parlare normelmente, a seguito di alcune patologie.

A questo punto un dubbio potrebbe sorgere…Cosa succederebbe se i anche i nostri pensieri più reconditi e segreti venissero comunicati ad alta voce dal dispositivo??? ”Non esiste questo tipo di problema – ha rassicurato Michael Callahan, co-fondatore dell’Ambient Corporation, che ha sviluppato il collare Audeo – il decifratore percepisce solo ciò che è ad un livello superiore rispetto il nostro pensiero. Le parole che si vogliono dire devono essere specificatamente pensate dall’utente prima di essere trasmesse”.

 Mah…non non potremo più dire “pensa prima di aprir bocca”???

 Chiara Badia

Fonte: New Scientist

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PERICOLO VALANGHE…SU MARTE!!

March 4, 2008 · Leave a Comment

Anche sul pianeta rosso cadono valanghe. Questo è quanto si può vedere dalle foto scattate dalla fotocamera chiamata “High Resolution Imaging Experiment (HiRISE)” posta sulla navicella che orbita intorno a Marte. L’immagine scattata il 19 Febbraio scorso, mostra una nuvola di polvere creata dall’impatto di materiale (acqua e anidride carbonica ghiacciate) precipitato da un dislivello di circa 700 metri. Questa foto è la conferma di ciò che soavalanches on mars!spettavano gli scienziati. In effetti il paesaggio marziano sembra aver cambiato la propria morfologia nel corso di milioni di anni, grazie a processi naturali, come le violente tempeste di sabbia e, dunque, anche le valanghe. “Finora avevamo notato solo dei blocchi di materiali ai piedi dei pendii, ma non riuscivamo a comprendere bene la dinamica del fenomeno”, ha detto Alfred McEwen, responsabile delle operazioni HiRISE presso l’Università dell’Arizona. HiRISE è riuscita a catturare quattro valanghe avvenute nella regione del polo a Nord del pianeta. Il gruppo di ricercatori e studiosi ritiene che le valanghe siano molto più frequeni di quello che si possa immaginar e che siano innescate da processi di scioglimento analoghi a quelli terrestri, oppure a causa di impatti con meteoriti o di volente tempeste di sabbia. Capire meglio questo fenomeno, monitorandolo nel tempo, potrebbe darci informazioni sull’evoluzione del paesaggio polare o sul ciclo dell’acqua di Marte.

Chiara Badia

Fonte: New Scientist

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