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SOCIAL NETWORK ANALYSIS

October 25, 2007 · Leave a Comment

Il Social network analysis [SNA] è l’analisi e la misurazione delle relazioni e dei flussi che si instaurano tra persone, gruppi, organizzazioni, cumputers, siti web e altri processi di scambio di informazioni e conoscenze. La rete delle relazioni stabilite (social network) è formata da nodi rappresentanti PERSONE e GRUPPI e linee rappresentanti le relazioni stabilite. Le dimensioni di una vera rete sociale, secondo la “regola dei 150″, sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato grazie a  studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio standard.

La SNA provvede ad un’analisi sia matematica che visuale delle relazioni umane. Gli studi in questo campo sono oggi utilissimi per i consulenti manageriali nella gestione di  reti di imprese e di affari (ONA=organiztional network analysis) ma anche nei settori di internet. I siti che permettono il social networking sono ormai diffusissimi e si basano proprio sui concetti ricavati dalla SNA.

I ricercatori della SNA misurano l’attività e l’importanza dei nodi in una rete basandosi sui “gradi di separazione”, cioè sul numero di connessioni dirette che ogni nodo possiede. Inoltre gli studiosi osservano anche la centralità di ogni “attore sociale” relazionata alla sua importanza nella rete.

THEORY OF SIX DEGREES OF SEPARATION

Ognuno sul pianeta può essere connesso con altri, secondo una catena che non ha più di 5 intermediari.

La teoria fu proposta per la prima volta da uno scrittore ungherese nel 1929, Frigyes Karinthy, nel suo breve racconto ”Chains”.   Negli anni ‘50 Ithiel de Sola Pool (MIT) e Manfred Kochen (IBM) cercarono una dimostrazione matematica ma riuscirono, dopo 20 anni, solo a formulare una domanda matematicamente corretta: ”Dato un sistema N di persone, qual’è la probabilità che ogni membro di N è connesso con un altro dello stesso sistema attraverso k1, k2, k3,…kn collegamenti?”.

Solo nel 1967, un sociologo americano, Stanley Milgram, risolse quello che lui chiamò “the small-world problem.”   Scelse delle persone a caso spedendo loro dei pacchetti postali e chiedendo di rispedirli a persone di conoscenza. Queste, a loro volta, dovevano fare altrettanto.   I partecipanti estesero così la catena fino ad incudervi almeno 100 intermediari. Tuttavia Milgram vide che il numero di intermediari prima di ricevere un pacchetto variava da 2 a 10, ma il numero più comune era 5. Le sue scoperte furono infine pubblicate su Psychology Today e ispirarono la frase ”six degrees of separation.”  

Le sue osservazioni spiegano anche perchè gli scherzi, le informazioni e le barzellette viaggiano così rapidamente. D’altra parte…a quante persone inviamo una stessa mail??

Chiara Badia

Tratto da ”IL CORRIERE DELLA SERA“:

Un esperimento condotto da ricercatori della Columbia University

Confermata la teoria dei sei gradi di separazione

La ricerca ha coinvolto oltre 61 mila persone in 166 nazioni. E ora si cercano nuovi volontari per studi più approfonditi

WASHINGTON - Ha trovato riscontro pratico la teoria dei «sei gradi di separazione», ossia il fatto che su Internet una persona sconosciuta può essere rintracciata attraverso solo sei passaggi tramite il «passaparola». Da questa teoria, finora mai dimostrata, nel 1993 venne trovato lo spunto per un famoso film intitolato infatti «Sei gradi di separazione».ESPERIMENTO - Un esperimento, in cui agli utenti della Rete è stato chiesto di andare alla ricerca di diciotto persone sconosciute di tredici nazioni utilizzando solo le loro connessioni online, ha dimostrato che in media sono bastati dai cinque ai sette passaggi per arrivare a destinazione, chiedendo ad amici e conoscenze. I risultati dell’esperimento, a cui hanno partecipato 61.168 internauti di 166 Paesi, sono stati pubblicati sulla rivista «Science» da una squadra di ricercatori della Columbia University guidati da Peter Sheridan Dodds. Agli utenti è stato chiesto di riuscire a rintracciare una delle 18 persone scelte tra cui un ispettore in Estonia, un consulente tecnologico in India, un poliziotto in Australia e un veterinario in Norvegia. In media ci sono voluti dai cinque ai sette passaggi per arrivare alla meta.
I ricercatori sono stati in grado di ricostruire nei dettagli 24.163 catene di messaggi, di cui 384 erano riuscite a raggiungere l’obiettivo richiesto.
TEORIA DEL 1967 – L’idea dei sei gradi di separazione è nata nel 1967 grazie a un esperimento del sociologo Stanley Milgram, che verifico comeun gruppo di volontari nel Nebraska e nel Kansas fossero in grado di venire a contratto con sconosciuti nel Massachusetts impiegando solo la loro rete di amici e conoscenze. Applicazioni importanti di una simile teoria si possono fare nel campo della diffusione delle malattie, dato che la conoscenza della rete dei contatti permette di individuare le persone che possono trasmettere la malattia da un gruppo a un altro.
Dodds e i suoi colleghi hanno intenzione di eseguire ulteriori analisi sulla teoria, e cercano volontari: chi vuole partecipare può iscriversi al sito http://smallworld.columbia.edu

da BBC news del 31.10.2007

Google opens up social networking

Google developers

Developers will have wider distribution for their widgets

Google has launched a system that will allow developers to create applications for a variety of social networks.Developers currently have to customise their designs for a particular site with many partnering with the hugely popular Facebook.

Google’s OpenSocial system will allow a wider distribution for tools like Facebook’s music recommendation service iLike and its Top Friends application.

It has long been reported that Google has big ambitions in social networking.

Last week it missed out on the chance to buy a stake in Facebook with the founders choosing instead to do a deal with Microsoft.

“Facebook-fear”

Google said that around a dozen social network partners had signed up to the system, including business site LinkedIn, Friendster and Google’s own social network Orkut.

Developers already onboard include Flixster, iLike and RockYou.

Unlike Facebook, OpenSocial allows developers to write in normal javascript and html with only minor adjustments needed for the code to work on its platform.

According to blog TechCrunch the plan is likely to be a big hit with developers as well as Facebook’s rivals.

“Developers have been complaining non stop about the costs of learning yet another markup language for every new social network platform, and taking developer time in creating and maintaining the code,” wrote TechCrunch’s Michael Arrington.

He is impressed by the number of social networks that have signed up so far.

“Facebook-fear has clearly driven good partners to side with Google,” he wrote.

Technology writer Om Malik observed: “OpenSocial attacks Facebook where it is the weakest (and the strongest): its quintessential closed nature.”

da BBC News del 23-11-2007

Young warned over social websites

Laptop computer

An ICO website aims to help young people protect personal details

Millions of young people could damage their future careers with the details about themselves they post on social networking websites, a watchdog warns. The Information Commissioner’s Office found more than half of those asked made most of their information public.

Some 71% of 2,000 14 to 21-year-olds said they would not want colleges or employers to do a web search on them before they had removed some material.

The commission said the young needed to be aware of their electronic footprint.

Vetting tool

The ICO also said young people could be putting themselves at risk of identity fraud because of the material they post on social networks such as Facebook and MySpace.

The cost to a person’s future can be very high if something undesirable is found

David Smith
Information Commissioner’s Office

The data regulator’s survey found that two thirds of those questioned accepted as friends on such websites people they did not even know.

Some 60% posted their date of birth, a quarter put their job title and almost one in 10 gave their home address.

ICO deputy commissioner David Smith said: “Many young people are posting content online without thinking about the electronic footprint they leave behind.

“The cost to a person’s future can be very high if something undesirable is found by the increasing number of education institutions and employers using the internet as a tool to vet potential students or employees.”

‘Wise up’

The survey found 95% were concerned about their details being passed on to advertisers or other websites.

There were 54% who cared “a lot” about how their personal information was used.

Mr Smith said: “This shows that when young people are made aware that their details could be being passed between parties – legitimate or unscrupulous – they are worried.

“We have to help teenagers wise up to every aspect of the internet age they’re living in. It may be fun but unfortunately it is not the safe space many think it is.”

The ICO has launched a new website to help young people understand their information rights.

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