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a freddo

June 30, 2009 · Leave a Comment

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Terremoto: tra mitologia e scienza

May 20, 2009 · Leave a Comment

L’Aquila, 20 maggio – La parola “terremoto” evoca in molti immagini di rovine, di morte e di sofferenze ma si tratta di sensazioni, per così dire, emotive che riducono il fenomeno al suo aspetto violento nei confronti dell’uomo indifeso. Il terremoto in realtà produce danni di ben più ampie proporzioni, e conseguenze molto più preoccupanti di quello che comunemente la gente pensa: esso non minaccia solo la vita dell’uomo e l’integrità delle sue opere e dell’ambiente in cui vive ma interessa anche l’economia e l’organizzazione sociale di una intera comunità. Il terremoto inoltre, come una qualsiasi calamità naturale, incide sull’equilibrio mentale delle persone coinvolte nella tragedia, creando in esse un disagio psichico che può condurre alla superstizione e a credenze e rituali magici che, in tempi per fortuna lontani, richiedevano ogni sorta di penitenze e sacrifici umani anche cruenti. Ciò deriva dal fatto che l’uomo, in modo istintivo, ripone la massima fiducia nella solidità della terra su cui poggia i piedi, salvo poi dovere constatare di persona che la terraferma non è poi così ferma come egli aveva sempre creduto.

Per secoli gli scienziati hanno cercato di fare uscire questo fenomeno dal regno degli indovini e degli astrologi per includerlo nell’ordine naturale delle cose, ma la spiegazione scientifica del terremoto è venuta solo di recente quando i geologi hanno potuto fare uso di strumenti in grado di misurare i lenti movimenti cui è soggetta la crosta terrestre. Le scoperte sono state sconcertanti: gli oceani si aprono e si chiudono, i continenti vanno alla deriva separandosi da una parte e scontrandosi dall’altra in titaniche collisioni.

Nell’antichità il minimo movimento tellurico era considerato foriero di disastri maggiori, quasi un preavviso che ben più dolorose calamità stavano per abbattersi sulla Terra. Il segno infausto veniva esaminato ed interpretato dagli indovini e dai sacerdoti i quali stabilivano penitenze e sacrifici per scongiurare futuri cataclismi non solo di natura geologica ma anche di ordine politico, sociale e militare. Quei popoli primitivi cercavano anche di dare una interpretazione “logica” al fenomeno basata su criteri astronomici legati all’origine della Terra e del Cosmo intero. I miti e le leggende parlano di animali mostruosi simili a quelli a noi familiari che vivono sottoterra. La mitologia indù ad esempio immaginava otto possenti elefanti a fare da pilastri alla Terra; quando uno di loro si stancava scuoteva la testa (come in effetti fanno questi pachidermi) causando il terremoto. Altri animali venivano deputati a portare la Terra sul dorso: fra questi vi erano la tartaruga acquatica e un enorme pesce-gatto che viveva nel fango sotterraneo dove ogni tanto si agitava producendo un sussulto della Terra sovrastante. E fra tanti non poteva mancare anche un mito di natura erotica legato ad un focoso gigante sotterraneo che quando si accoppiava con la sua amata generava un terremoto.

Col passare del tempo in molte mitologie si venne affermando il concetto di divinità con complicati attributi e motivazioni umane. I membri di un’antica tribù peruviana pensavano che quando il loro dio visitava la Terra per contare gli uomini presenti i suoi passi facevano tremare il suolo; per abbreviarne il compito i cittadini uscivano di corsa dalle case gridando: “Sono qui, sono qui!” introducendo nella mitologia il buon senso di abbandonare le fragili abitazioni in caso di terremoto. Le divinità attraverso interventi di questo tipo mostravano la loro attenzione e il loro interesse per i fatti terreni.

Con l’avvento del Cristianesimo le cose non cambiarono, anzi peggiorarono rafforzando l’alone di mistero e di magia che accompagnava il fenomeno. Le cronache parlano di terremoti che seguirono al martirio di santi durante le persecuzioni dei cristiani e si legge in scritti medioevali che la morte e resurrezione di Gesù Cristo furono accompagnate da due violenti terremoti. Nei Vangeli la stessa fine del mondo è preannunciata da profezie apocalittiche collegate a sconvolgimenti tellurici.

Anche in epoca moderna, nonostante la sua spiegazione a livello scientifico, il cataclisma sismico è rimasto circondato dal mistero e alcune realtà culturali ancora oggi vedono in esso la collera della divinità stanca dei peccati degli uomini. Il terremoto che colpì Lisbona il mattino del 1° novembre 1755 scosse la Cristianità non meno di quanto fece sobbalzare il suolo del Portogallo. I pii abitanti della capitale si trovavano in quel momento in chiesa a celebrare il giorno di Ognissanti e la chiesa crollò loro addosso. Coloro che si salvarono fuggirono sulla spiaggia giusto in tempo per essere travolti da enormi ondate provenienti dall’Atlantico. Questo disastroso terremoto accompagnato dal maremoto e concluso da un enorme incendio che mandò in cenere meravigliosi tesori, magazzini ricolmi di preziosi abiti di seta, mobili di pregio e dipinti di artisti famosi trovò infine d’accordo il potere politico e quello religioso nell’istituire un “auto da fè” (atto di fede) che consisteva nel macabro rituale, da parte dell’Inquisizione, di ardere a fuoco lento alcuni eretici.

1. CHE COS’È UN TERREMOTO

Per quanto terribile possa apparire il tremito della Terra a chi ne faccia esperienza diretta esso in realtà è un evento naturale diffuso quanto il vento e la pioggia. I terremoti non sono infatti fenomeni così rari come si crede: quelli che si verificano ogni anno in tutta la Terra sono più di un milione (in media tremila al giorno). Per contro, la maggior parte di essi è quasi impercettibile e passerebbe inosservata se non ci fossero strumenti molto sensibili in grado di rilevarne l’esistenza. Ogni anno però si verificano anche alcuni terremoti di notevole intensità i cui effetti tuttavia non sono sempre ugualmente catastrofici. Le conseguenze per l’uomo infatti dipendono oltre che dall’intensità del sisma anche dalla natura del sottosuolo, dalla densità della popolazione della zona colpita e dal tipo delle costruzioni in cui la gente abita. Ad esempio il terremoto di Messina del 1908 causò più di 100.000 vittime mentre quello di S. Francisco di due anni prima, nonostante fosse stato dieci volte più violento, fece solo 1000 morti.

Il terremoto (dal latino tèrrae mòtus = “movimento della terra”) o sisma (dal greco seismós = “scossa”) è una vibrazione brusca e violenta di parti più o meno estese della crosta terrestre la quale trae origine da una zona del sottosuolo in cui si era andata nel tempo accumulando dell’energia. Questa zona, che per comodità di calcolo viene considerata un punto, è chiamata ipocentro (o fuoco) mentre il punto della superficie terrestre posto sulla verticale di essa viene detto epicentro. I terremoti possono originarsi a pochi kilometri di profondità ma anche a profondità notevoli, fino ad oltre 700 kilometri sotto la superficie terrestre. A parità di energia liberata l’ampiezza dell’area in cui il terremoto si manifesta è tanto meno estesa quanto più è superficiale l’ipocentro. Con il crescere della profondità dell’ipocentro gli spostamenti del terreno in superficie si fanno sempre più lievi ma nello stesso tempo si estende l’area in cui gli effetti del sisma si fanno sentire; da ciò si deduce che i terremoti più violenti generalmente sono quelli con ipocentro poco profondo.

Lo studio sistematico della sismicità della Terra ha mostrato che la distribuzione dei terremoti non è casuale ma gli stessi risultano allineati secondo fasce ben definite geograficamente e ben caratterizzate dal punto di vista geologico. Ciò era già stato notato verso la metà del Settecento dal naturalista francese Georges Louis Leclerc de Buffon il quale esprimeva questo convincimento con una frase rimasta famosa: “là où il a tremblé, il tremblera”, cioè i terremoti tendono a prodursi sempre nei medesimi luoghi.

Le regioni più sismiche, quelle nelle quali il rischio del terremoto è più alto, sono fondamentalmente due: il bordo dell’Oceano Pacifico (il cosiddetto “anello di fuoco” perché in quella zona si realizza anche un’intensissima attività vulcanica) che comprende da un lato Cile, Perù, Equador, Columbia, America Centrale, Messico, California e Alaska e dall’altro Russia, Giappone, Filippine, Nuova Guinea e Nuova Zelanda dove si verifica l’80% dei terremoti e la fascia mediterranea (all’interno della quale è inserita anche la nostra penisola) che si protende in Asia fino a congiungersi con quella del Pacifico attraverso le Indie Orientali: qui si verifica il 15% dei terremoti. Il rimanente 5%, distribuito nel resto della Terra, è concentrato soltanto in ristrette aree, con prevalenza sulle creste delle dorsali medio-oceaniche, mentre praticamente non si manifestano terremoti nel corpo dei continenti e nei fondi oceanici che sono considerate le zone più stabili della Terra.

Diverse possono essere le cause che generano il terremoto (ad esempio eruzioni vulcaniche, collassi di caverne o impatti con meteoriti) ma le più frequenti sono gli spostamenti reciproci delle zolle di cui è formata la crosta terrestre. Come tutti possono osservare la crosta terrestre è contorta in grandi pieghe ed è attraversata da faglie (cioè da spaccature del terreno) più o meno profonde. Queste strutture non si creano dall’oggi al domani, ma sono il risultato di piccoli movimenti delle zolle (o placche) in cui è suddivisa la crosta terrestre. La pianura friulana ad esempio negli ultimi sessanta milioni di anni si è avvicinata a quella austriaca di quasi 200 kilometri per la spinta (che continua tuttora) della zolla africana contro quella europea.

Nella maggior parte dei casi i terremoti si generano quando due placche litosferiche slittano lungo la superficie di separazione (detta piano di faglia) in direzioni opposte. Normalmente l’attrito impedisce che le zolle si muovano lungo la linea di contatto ma questa resistenza comporta un notevole accumulo di tensione nei blocchi rocciosi che lentamente si deformano. Quando lungo il margine delle placche a contatto le pressioni che si vengono a creare superano la resistenza dovuta all’attrito, si verifica un improvviso e brusco movimento reciproco. Un esempio di questo meccanismo di azione si ha in California dove la gigantesca zolla del Pacifico, spinta dal magma che fuoriesce dalla dorsale medio-oceanica, entra in contatto con la zolla del Nord-America lungo la famosa e temutissima faglia di San Andreas: quando l’attrito che si genera fra questi due enormi blocchi di crosta terrestre raggiunge il limite di resistenza l’energia lentamente accumulata si scarica tutta insieme generando un terremoto.

Terremoti si possono generare anche per effetto di moti compressivi che si concludono con la frattura della roccia che ha superato il limite di elasticità. Più o meno allo stesso modo si comporta una bacchetta di legno se viene piegata lentamente ad arco tenendola per le estremità: dopo aver sopportato a lungo la deformazione improvvisamente essa si spezza e i due tronconi vibrano per un po’ nelle nostre mani. Dopo che l’equilibrio tra i blocchi di roccia si è rotto la forma e la posizione reciproca degli stessi non è più quella di prima. Questa spiegazione delle cause che determinano il terremoto va sotto il nome di “teoria del rimbalzo elastico”.

A volte, invece che scontrarsi con sollevamento della crosta e conseguente nascita di possenti catene montuose (come è avvenuto ad esempio per le Alpi e l’Himalaia) una placca si infila sotto un’altra: il fenomeno si chiama subduzione e rappresenta la causa principale dei fenomeni sismici che tormentano l’arcipelago nipponico mettendo in pericolo costante e mortale una delle zone a più alta concentrazione demografica del mondo.

2. CAUSE E RIMEDI DEI FENOMENI TELLURICI

La collera del dio offeso o altre ingenue storie mitologiche furono acriticamente accettate per millenni dai nostri antenati come cause fondamentali dei terremoti. Non tutti i popoli antichi si lasciarono però suggestionare da miti e leggende: i primi a cercare nella natura le cause dei terremoti furono gli astronomi babilonesi i quali credevano che ci fosse una relazione tra l’allineamento del Sole e delle stelle e l’incidenza dei sismi sulla Terra. Anche nella Grecia classica fu trattato a lungo il fenomeno sismico con l’intento di attribuirgli una spiegazione razionale. I filosofi greci, le cui osservazioni e interpretazioni furono ritenute valide fino a tempi molto recenti, individuavano nei quattro elementi la causa prima dei terremoti. Talete ad esempio immaginava che la Terra galleggiasse sull’acqua e quindi i terremoti non erano altro che il riflesso del moto ondoso. Per altri la causa dei terremoti era da ricercarsi nell’aria, nel fuoco interno al pianeta o nella secchezza della terra.

Aristotele chiuse definitivamente la controversia sull’origine dei terremoti affermando che gli improvvisi movimenti della Terra erano provocati da esalazioni secche racchiuse al suo interno che cercavano con violenza una via d’uscita. L’autorità del grande maestro di Stagira era tale che le sue affermazioni rimasero indiscusse per secoli.

Solo in anni molto recenti, grazie agli studi geologici conseguenti a misurazioni molto precise, si è chiarita l’origine dei terremoti ma già verso la metà del Settecento in seguito al terremoto di Lisbona si tentò di dare una giustificazione scientifica all’origine di questo fenomeno. Si scontrarono a quel tempo due orientamenti antitetici: quello dei “fuochisti” e quello degli “elettricisti”. Per i primi i terremoti erano determinati da fuochi di origine vulcanica, per i secondi invece erano prodotti da scariche elettriche. Fra i sostenitori di questa seconda ipotesi vi era Benjamin Franklin che dopo aver provato l’esistenza dell’elettricità nei temporali aveva inventato il parafulmine. Questa scoperta aveva irritato gli uomini di chiesa i quali ritenevano che in questo modo Dio non sarebbe stato più libero di far cadere i fulmini dove meglio credeva. Il terremoto era quindi il segno della disapprovazione divina attirata dalla selva di parafulmini sistemati sui tetti delle case.

Per quanto riguarda la previsione dei terremoti, molti dei segni premonitori indicati dagli antichi erano riferibili alla superstizione e ad antiche credenze popolari che oggi trovano spiegazione scientifica coerente. L’acqua dei fiumi e delle sorgenti che si tramutava in sangue ad esempio non era altro che un fenomeno di naturale arrossamento delle acque dovuto all’eccezionale intorbidamento delle falde acquifere. Gli antichi erano anche a conoscenza del fatto che gli animali percepiscono anticipatamente l’avvicinarsi del terremoto e reagiscono tenendo un comportamento anomalo. La scienza ufficiale non ha mai voluto tenere conto dell’insolito atteggiamento degli animali prima di forti movimenti tellurici, ma ultimamente in Cina e in Giappone questa osservazione è stata inserita nel novero degli eventi precursori dei sismi con risultati confortanti. Si ritiene che con l’approssimarsi di una forte scossa sismica la crosta terrestre liberi un gran numero di particelle elettriche che in alcune persone creano soltanto una sgradevole sensazione accompagnata da emicrania, nausea e irritabilità, mentre negli animali, in cui la sensibilità è più sviluppata che nell’uomo, la percezione è molto dolorosa.

Per quanto attiene invece ai rimedi escogitati dai nostri antenati per scongiurare la drammatica pericolosità degli eventi sismici essi derivavano principalmente dalle osservazioni e dalla esperienza pratica del fenomeno. Nell’antichità, i sistemi di difesa erano sistemati su due piani: quello religioso e quello strettamente pratico. Plinio, con buona dose di ironia, suggeriva, in caso di terremoto, che il migliore rimedio era quello “della fuga, quando vi è tempo”.

Sul piano religioso la salvezza contro il terremoto consisteva, a seconda della cultura della popolazione colpita dall’evento sismico, in sacrifici umani praticati dalle tribù primitive e successivamente anche dai Romani e da molte altre popolazioni europee fino agli inizi dell’era cristiana.

Con l’avvento del Cristianesimo i riti propiziatori cambiarono anche se, come abbiamo visto, restò forte la tentazione di ricorrere a pratiche violente in casi estremi e molto gravi. Normalmente il terremoto veniva esorcizzato con la preghiera, il digiuno, l’elemosina e qualche altra rinuncia personale. Il fenomeno restava tuttavia all’interno di quella cultura non come un evento naturale ma come una potenza terribile scatenata da Dio per punire gli uomini dei loro peccati e non importa se fra tanti peccatori veniva colpita anche qualche vittima innocente. Il clero per scongiurare il terremoto raccomandava di cantare le Litanie del Santi ripetendo più volte l’invocazione: ”A flagello terraemotus libera nos Domine” a cui seguiva un’ulteriore richiesta qualora le distruzioni avessero innescato epidemie, carestie e guerre; in tal caso l’invocazione sacra doveva continuare con la recita: “A peste, fame et bello libera nos Domine”.

I sistemi pratici di difesa dal terremoto adottati nel passato erano molto simili a quelli che ancora oggi vengono suggeriti. Fra questi vi era quello di ripararsi sotto gli architravi dei muri portanti delle abitazioni, in prossimità degli spigoli o sotto un robusto tavolo; a ciò oggi dovremmo aggiungere la raccomandazione di tenere a portata di mano una torcia elettrica e il telefonino cellulare. Passata la fase parossistica è buona norma chiudere i rubinetti del gas e dell’acqua e staccare l’interruttore generale della corrente elettrica quindi non accendere fiammiferi o apparecchi a fiamma libera: se a causa della scossa si fossero verificate perdite di gas il gesto potrebbe provocare un’esplosione. Nel caso in cui, durante il sisma, ci si trovasse all’esterno si consiglia di evitare di fermarsi in prossimità di edifici o di linee elettriche.

La difesa più sicura dai terremoti consiste tuttavia nella prevenzione che si realizza con la costruzione di edifici antisismici. Anche nel passato furono erette alcune costruzioni di questo tipo cioè case basse con fondamenta profonde scavate in terreni compatti ed omogenei e non in corrispondenza di faglie o di terreni di tipo diverso a diretto contatto, in cui le onde sismiche, procedendo con velocità e ampiezza diverse, provocano la rottura e di conseguenza il crollo dell’edificio. Charles Richter, il padre della sismologia moderna, affermava che “non sono i terremoti che causano il maggior numero di morti, ma le costruzioni degli uomini” e quindi raccomandava di sostituire o di rinforzare le case prive di sicurezza soprattutto se ubicate in zone ad alto rischio sismico. Bisogna però riconoscere che il suggerimento del geofisico statunitense non è di facile applicazione, in particolare per quello che riguarda i centri storici.

Alcuni sistemi di difesa del passato erano particolarmente singolari e traevano origine dalle teorie sismiche al momento più accreditate. Dopo il terremoto che devastò la Calabria nel 1783 si suggerì ad esempio di impiantare nel terreno dei lunghi pali di ferro che terminassero all’esterno con una serie di punte: essi avrebbero avuto lo scopo di scaricare direttamente nell’atmosfera l’energia elettrica sovrabbondante contenuta in seno alla Terra (una specie di parafulmini al contrario).

Fonte: cosediscienza.it
ilcapoluogo.com

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Hearthquake – L’Aquila

April 23, 2009 · Leave a Comment

“Nel 1915 un violento terremoto aveva distrutto buona parte del nostro circondario e in trenta secondi ucciso circa trentamila persone. Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C’era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero più spesso. Nel terremoto morivano infatti ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi.Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l’uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie. Non è dunque da stupire se quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione edilizia per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli, frodi, furti, camorre, truffe, malversazioni d’ogni specie cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale l’origine della convinzione popolare che, se l’umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopo-terremoto o in un dopo-guerra”.

Ignazio Silone, “Uscita di sicurezza” (1949)

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In ascensore con…Rita Levi Montalcini

March 24, 2009 · Leave a Comment

Lo so. Non è una news. Trovarsi un premio Nobel davanti le porte dell’ascensore è stato molto di più per me. Un’emozione forte, resa unica dal fatto che non ero pronta, dopo una giornata di intenso lavoro, a ricevere questo regalo, questa sorpresa. Potreste chiedervi…e cosa c’è di così speciale? Beh, forse è stata la forza incredibile che riesce a trasmettere questa donna, anche a chi solo la incontra e le dice “buonasera” o forse il fatto che i 90 anni vissuti nel mondo della ricerca scientifica, sembrano aver lasciato solo segni di vivacità e curiosità intellettuale, nessun cedimento, nessuna ruga. Vederla “dal vivo” fa capire che ciò che rappresenta, il sapere che custodisce, le donano una luce e un portamento da regina, pur essendo molto minuta . Ripeto, questa non è una news scientifica. E’ solo una piccola nota personale di una ragazza che sorride a fine giornata. Per questo incontro stra-ordinario.

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Le Olimpiadi della Cina, tra smog e piogge acide

August 8, 2008 · Leave a Comment

Chi l’avrebbe mai detto che lo smog in Cina potrebbe avere degli effetti positivi? Secondo uno studio condotto da Vincent Gauci della Open University in Milton Keynes (UK) e pubblicato sul Journal of Geophysical Research, sembra infatti che le piogge acide provocate dallo spesso strato di smog sopra le città industriali cinesi, riesca a ridurre la produzione di gas serra da parte delle vaste coltivazioni di riso nel Paese. Gli scienziati britannici hanno potuto osservare questo fenomeno, aggiungendo solfato in laboratorio per riprodurre appunto le piogge acide.

Il metano è il secondo gas serra di origine antropica, dopo l’anidride carbonica, e alcune stime dicono che ne un terzo di esso proviene proprio dalle coltivazioni di riso, grazie anche alla presenza di un batterio che lo produce. Dunque, l’ispessimento dello strato di smog potrebbe ridurre l’impatto che la Cina ha sul cambiamento climatico? I dubbi sono molti e sono evidenziati anche dal fatto (casuale?) che la notizia arriva proprio in questi giorni di frenesia per l’apertura dei giochi olimpici a Pechino.

Chiara Badia

Fonte:  New Scientist

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Evolution in action

June 7, 2008 · Leave a Comment

For a musical and funnier version see Best Videos section on this site!!

 

 

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La danza mortale del ragno innamorato

June 3, 2008 · Leave a Comment

Per attrarre le partner, i maschi di ragno muovono le zampe anteriori, ondeggiando. Purtroppo queste movenze sono le stesse che attraggono anche i predatori affamati. La sequenza di movimenti che i ragni compiono in questa fatale danza nuziale è stata osservata, studiata e filmata da Chad Hoefler ricercatore della Miami University in Oxford, Ohio. La conclusione a cui è giunto Hoefler è che la presenza del rischio e la capacità di affrontarlo e scamparlo, rende più attraenti i maschi agli occhi delle femmine che li vedono come partner più coraggiosi e adatti per la prole.

Chiara Badia

Fonte: NewScientist

 

 

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Tour personalizzato nello spazio?Basta un software!

May 13, 2008 · Leave a Comment

Si chiama WorldWide Telescope (WWT), il nuovo strumento lanciato da Microsoft, per visualizzare pianeti, nebulose e galassie tramite le immagini dei più importanti telescopi terrestri e spaziali, da. Questa piattaforma innovativa permette di muoversi intorno e zoomare sui pianeti, di tracciare i loro percorsi nel cielo notturno. “Gli utenti potranno avere una visione ai raggi X del cielo, avvicinarsi alle nuvole di radiazioni, scoprire ciò che rimane delle esplosioni delle supernove di migliaia di anni fa”, ha spiegato Roy Gould, ricercatore dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Bill Gates in persona lo ha definito ”uno strumento utilissimo per l’educazione dei giovani, fonte di ispirazione per l’esplorazione dell’astronomia e delle scienze”. Per usare il nuovo portale, è necessario scaricare il software gratuito dal sito www.worldwidetelescope.org e essere provvisti dei sistemi operativi Windows. Sarà poi possibile perdersi nella galassia, compiendo un itinerario a nostra scelta, sulle tracce dei pianeti, delle lune e di altri oggetti celesti.

 

Chiara Badia

Fonte: BBC News

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MUORE HOFFMANN, “PADRE” DELL’LSD

May 3, 2008 · Leave a Comment

Colto da un infarto a 102 anni, Albert Hoffmann scopritore dell’LSD, è morto martedì notte nella sua casa a Basilea, Svizzera. Il chimico svizzero scoprì quella che si sarebbe rivelata una delle sostanze allucinogene più potenti mai inventate. La scoperta, del tutto acidentale, avvenne quando, durante un esperimento in laboratorio, cadde sulla sua mano una piccola quantità di acido lisergico dietilamide, componente base dell’LSD, causandogli ”un incredibile senso di irrequietezza associato a uno strano stordimento».

Chiara Badia

Fonte: BBC news

 

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22 APRILE: SI FESTEGGIA LA TERRA CON L’EARTH DAY!

April 21, 2008 · Leave a Comment

                                   foto da treehugger.com

Si celebra negli Usa dal 1970 quando per la salvezza del pianeta scesero in piazza 20 milioni di cittadini. Oggi sono 174 i Paesi che vi hanno aderito. Con modi diversi, ma con un unico obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla delicata situazione ambientale e far aumentare il numero di persone con una vera coscienza “verde” individuale.  Questa edizione dell’EARTH DAY sembra che sarà memorabile, o almeno così ha affermato il comitato americano organizzatore degli eventi. Dai party universitari, ai concerti gratuiti in otto città americane. Ma anche nel resto del mondo ci saranno numerosi eveni: Tokyo, Barcellona, Roma…

per saperne di più: http://www.earthday.net/earthday2008.aspx

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